la bottega d'arte

Nel 1991 il Maestro Roggi apre il suo primo laboratorio personale, La Scultura di Andrea Roggi. Qui Roggi inizia a lavorare il bronzo insieme ad alcuni aiutanti e realizza sculture anche di grandi dimensioni a partire dalla tradizionale fusione a cera persa: realizza il modello in creta senza bozzetti preparatori, rende il modello in cera estremamente dettagliato, realizzando con cura ogni parte delle figure, e fonde opere di estrema accuratezza e bellezza.

Dal 2023 Roggi ha dato vita a un nuovo atelier a Castiglion Fiorentino, dove porta avanti il progetto di ricreare una sorta di bottega rinascimentale, in cui l’artista lavora fianco a fianco con i figli – i  quali  sono  parte  fondamentale  dello  sviluppo  creativo – e con  i  numerosi  assistenti, i quali acquisiscono competenze e sviluppano la formazione personale lavorando alle opere del Maestro, si crea quindi un ambiente di lavoro dinamico, familiare e che permetta la crescita di ciascuno. Una bottega quindi, ma all’avanguardia a livello sia ecologico, dato che i nuovi forni per la fusione sono elettrici, sia soprattutto tecnologico, con l’utilizzo di macchinari e tecniche innovative e non diffuse al momento nel panorama  contemporaneo. La produzione, infatti, è tutta realizzata internamente,  senza doversi appoggiare a terze parti; questo permette di poter sperimentare sui materiali e sulle tecniche artistiche e di sviluppare in continuazione idee e impressioni, per produrre sempre qualcosa di nuovo.

Fusione dinamica

La fusione dinamica, ideata e brevettata da Andrea Roggi nel suo studio nel settembre 2019, segna una svolta epocale nell’evoluzione della scultura contemporanea, fondendo tradizione e innovazione in un processo unico nel suo genere. Questa tecnica trae ispirazione dalla classica fusione a cera persa con guscio ceramico, ma ne rivoluziona i principi fondamentali attraverso l’introduzione di un elemento di movimento durante la colata del bronzo. Lo stampo, infatti, non rimane statico: è messo in movimento, consentendo al bronzo fuso di fluire e distribuirsi in modo imprevedibile, creando superfici ricche di dettagli, forme inedite e spessori variabili. Tale dinamismo permette, quindi, di ottenere risultati sorprendenti che sarebbero impossibili da conseguire con le tecniche tradizionali. 

Questa intuizione geniale nasce da un lungo percorso di ricerca e sperimentazione sulla materia, attraverso il quale Roggi ha saputo tradurre l’energia intrinseca del bronzo in un linguaggio espressivo dinamico. Il movimento dello stampo non solo conferisce una nuova dimensione fisica alle sculture, ma dona anche un senso di vitalità che trascende l’aspetto puramente estetico. Ogni opera diventa così una creazione unica e irripetibile, un incontro tra l’estro creativo dell’artista e la spontaneità della materia.

Grazie a questa tecnica, Roggi dona alle sue opere un senso di leggerezza e movimento mai raggiunto prima. Elementi iconici come sfere, cerchi e forme fluide, che ricorrono nel suo linguaggio scultoreo, si animano di nuova energia: il bronzo, lasciato libero di depositarsi in modo spontaneo, conferisce a ogni scultura una personalità distinta, un tratto che riflette il dinamismo e l’imprevedibilità del processo creativo stesso, trasformando ogni scultura in un pezzo esclusivo. 

La fusione dinamica non è solo una tecnica innovativa, ma una visione che ridefinisce il rapporto tra artista e materia. Roggi ha saputo valorizzare l’imprevedibilità come elemento centrale del processo creativo, dimostrando che il caos controllato può generare bellezza e unicità. Ogni colata diventa un momento irripetibile, un dialogo tra il gesto dell’artista e le leggi della natura. 

Questo brevetto, lungi dall’essere un punto d’arrivo, rappresenta una base su cui Roggi continua a costruire e sperimentare, portando avanti una ricerca in costante evoluzione. Le sue opere realizzate con questa tecnica non sono solo oggetti artistici, ma vere e proprie testimonianze di un nuovo approccio alla scultura: un approccio che abbraccia l’imprevisto, amplifica il dinamismo e cattura l’essenza della trasformazione. 

Con la fusione dinamica, Andrea Roggi non solo innova la scultura in bronzo, ma ne ridefinisce il potenziale espressivo, aprendo la strada a nuove interpretazioni del rapporto tra forma, materia e movimento. Un contributo che non arricchisce soltanto il suo personale percorso artistico, ma si propone come un’eredità per il futuro della scultura contemporanea.

FUSIONE A CERA PERSA

La fusione a cera persa è un procedimento per la realizzazione di statue in bronzo usato fin dall’antichità. Esistono due tecniche: il metodo diretto in cui si crea un modello di cera e lo si utilizza per fare uno stampo in argilla, riscaldando si fa poi uscire la cera dallo stampo, e al suo posto si cola del bronzo fuso.

Si ottiene così un modello identico a quello in cera. Con il metodo indiretto invece la statua finale sarà vuota all’interno, ed il modello in cera è realizzato sullo stampo di un primo modello in creta.

Il primo passo dell’artista è quello di creare un modello in creta della statua, sul quale sarà realizzato uno stampo al negativo in silicone, che tradizionalmente era in gesso. Dopo che il silicone si è indurito la creta viene rimossa e lo stampo viene rivestito di una particolare cera liquida a pennello.

La cera, una volta solidificata, riproduce il modello originale e su di essa si lavora per definire con precisione tutti i dettagli che si vorranno riprodotti nella scultura finale. A questo punto al modello in cera vengono aggiunti tubi e sostegni che servono da canali di fusione o sfiatatoi per consentire al bronzo fuso di scorrere e ai gas di fuoriuscire. Lo spessore della cera determinerà lo spessore del bronzo nel modello finale, poiché, una volta avvenuta la fusione del bronzo, la cera si scioglierà, sarà quindi persa e sostituita dal bronzo.

Il bronzo è una lega metallica composta da circa il 90% di rame e dal restante 10% di stagno, a seconda delle esatte proporzioni tra i due metalli il punto di fusione si aggira tra gli 880° e i 1020° gradi centigradi. Il bronzo fuso viene gettato nello stampo di fusione capovolto che, una volta raffreddato, viene aperto rivelando la figura in bronzo.

A questo punto la scultura in bronzo deve essere sottoposta ad un processo, anch’esso lungo e impegnativo, di ripulitura, rifinitura e lucidatura della superficie. I canali di fusione, anch’essi in bronzo, devono essere eliminati e tutte le parti della scultura ulteriormente rifinite.

E’ in questa ulteriore fase che altri elementi, fusi separatamente, possono essere saldati al corpo principale dell’opera. Differenti processi e sostanze chimiche sono utilizzati dall’artista per conferire al bronzo le diverse colorazioni del verde-azzurro, mentre la lucidazione riguarda le parti che assumeranno la colorazione dorata.

Il processo di patina in condizioni di esposizione agli agenti atmosferici riguarderebbe l’ossidazione del bronzo.

Il marmo

Appresi i segreti del bronzo, nella sua continua ed instancabile ricerca, il Maestro toscano ha intrapreso – a partire dal 2017 – lo studio e la lavorazione del marmo, affascinato dalle enormi cave cingenti la città di Pietrasanta (LU).

Anche in marmo, Roggi plasma opere fedeli alla propria simbologia che, grazie all’impatto estetico della materia della quale sono costituite, abilmente trasformata dalla sua sopraffina tecnica scultorea, esaltano l’idea di leggerezza, peculiare dell’intera produzione artistica ed omaggiano l’eredità degli immortali autori del passato.

AcciAIO INOX

Acciaio inox è una lega a cui il Maestro Roggi si è avvicinato nel 2020, per la sua apparente delicatezza ed eleganza. Attraverso questa lega, l’artista ha creato opere d’arte di rara bellezza e complessità, che sono in grado di comunicare un eccezionale senso di morbidezza, nonostante la reale durezza del materiale.